17 Marzo Festa Unità d'Italia

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fidapina
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17 Marzo Festa Unità d'Italia

Messaggioda fidapina » 08/04/2019, 13:40

17 Marzo FESTA DELL’UNITA’ D’ITALIA
Quando si dice Risorgimento si pensa a Giuseppe Mazzini, Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi, Massimo D’Azeglio, Carlo Pisacane, Vittorio Emanuele II. Se si nominano i carbonari la mente va subito ai valori patriottici e liberali dell’associazione segreta che ai primi dell’Ottocento gettò le basi per l’unità d’Italia. Sono questi i padri della patria, le cui prodezze sono descritte in tutti i libri di storia e che il 17 marzo il Paese ricorderà a suon di inni e fanfare. Ma delle madri della patria chi ne parla?
I libri di storia sicuramente no!
Eppure tante furono le “protagoniste invisibili” dell’Unità d’Italia: patriote in una società come quella ottocentesca che affidava alla donna sostanzialmente i ruoli di moglie e di madre e che invece si misurò con personalità del calibro di Anita Garibaldi, Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Antonietta De Pace, Olimpia Rossi Savio, Tonina Masanello in Mariniello, Maria Clotilde di Savoia.
Donne che si vestivano da uomo per partecipare all’impresa dei Mille, scendevano in piazza durante le Cinque giornate di Milano, aprivano le porte dei loro salotti per accogliere i pensatori e permettere ai patrioti di organizzare piani di liberazione, e rischiavano la vita passando il confine per portare in mezzo alle loro vaporose capigliature messaggi cifrati.
La Fidapa ha accettato l’invito dell’Amministrazione Comunale a celebrare questa giornata proprio per dare visibilità e far conoscere le tante donne che hanno avuto un ruolo fondamentale, sconosciuto ai molti.
La Fidapa nella manifestazione tenutasi al Campus “ Franco Tonnara” ha voluto sottolineare come le donne sono state (e lo sono ancora) il polo magnetico dei diversi contatti culturali e sociali. I salotti letterari, che vedeva le padrone di casa protagoniste, erano luogo di scambio per le informazioni, una redazione clandestina all’interno della quale veicolavano notizie, si trasmettevano valori, si educavano i giovani sui concetti di patria e fratellanza. Filantrope, infermiere volontarie dedite alla cura dei feriti in battaglia, staffette clandestine, donne di diversa estrazione sociale, tutte impegnate a sostenere idee di rinnovamento e trasformazione, pronte a imbracciare anche le armi, coraggiose e temerarie, in prima fila davanti alle barricate, spesso indossando il tricolore in forma di abito da uomo confezionato da loro stesse.
In una società, quella del Risorgimento ( 1820/1861) del tutto contraria alla presenza femminile, se non nei ruoli prestabiliti -la cura dei figli, lavori domestici, moglie servizievole o prostituta a disposizione dei piaceri maschili, monaca rinchiusa in qualche convento a subire angherie gerarchiche- ecco che le gesta rivoluzionarie di queste donne, risultano essere eroiche. Anche scegliere di chi essere innamorate era considerato rivoluzionario in un’epoca che voleva fosse il padre a scegliere a chi concedere la propria figlia, venduta spesso per pareggiare conti economici in negativo e comunque per eliminare un problema economico in casa. A loro, perciò si deve l’inizio di stimolare, attraverso i comportamenti, una coscienza critica che ci ha condotto fino ai giorni nostri.
Allegati
Unità d'Italia.jpg
Italia.jpg
Anna Magnone

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